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1月30日 Y.S.L.Le pubblicità a volte sono sorprendenti. Sanno essere terribili, pesanti, antipatiche, noiose, di cattivo gusto, incomprensibili. Altre, invece, piacevoli, accattivanti e persino belle. Come questa. Del resto il profumo non puoi farlo certo sentire in pubblicità, quindi tutto si affida all'immagine. Solo un piccolo appunto: quei peli pubici così a triangolo mi fanno perdere un po' di fascino alla figura, forse perché ricordano un po' troppo qualcosa di femminile. Mi offro volontario per dargli una spuntatina.
1月27日 Punti di vi(s)ta
Buoni gli spaghetti al cartoccio fatto con la pasta della pizza di ieri sera. Ho dimenticato di rifarmi le sopracciglia; si noterà? Se aspetto ancora un po' le piante del mio acquario sfratteranno i pesci. ... (momentaneo vuoto mentale) L'infuso al tiglio sa di prato di montagna appena tagliato con note di rovo. Senza uccelli. Ho quasi finito le candeline per il fornelletto brucia essenze. E adesso?
Idea! Spero solo non facciano troppo fumo bruciando... 1月24日 Letto"Questa vita deve essere solo una prova perché se fosse stata quella vera ci avrebbero dato delle istruzioni migliori" Ovviamente "letto" non è un sostantivo ma un participio. Ovviamente. 1月22日 In sogno. Solo li.
Da qualche parte sopra l'arcobaleno
Israel Kamakawiwo'ole 1月19日 Vita in corso
Non ce n'è: la Scala è sempre la Scala.
Con qualche precauzione e le dovute attenzioni io e Max raggiungiamo quel di Milano dove, ovviamente, non possiamo fare altro che parcheggiare al park della Rinascente facendoci spennare una cifra che quasi è pari al costo del biglietto della galleria in teatro. Appena inoltrati in corso siamo subito attirati dall'invitante vetrina di dolci del bar del corso e ci vuole poco per essere seduti dentro sorseggiando the e mangiando croissant. Facendoci spennare come sopra. Visto che lavora li vicino avverto via sms Carlo che siamo arrivati e stiamo facendo merenda. "Ma fate schifo.." risponde elegantemente. Ci raggiunge e ci facciamo quattro risate; lui si presta gentilmente a far la parte dell'ormai uomo dell'alta finanza milanese e noi quella dei poveri operai repressi e un po' sfigati che ultimamente tanto ci si addice. Degno di nota -e di commenti- il giovane seduto un paio di tavolini più in la con la propria ragazza -nessuno è perfetto- ; peccato solo sia straniero e si stiano mangiando gli spaghetti alla bolognese alle cinque del pomeriggio. Facciamo due passi, facendo finta di mischiarci nella folla come persone qualunque ma la nostra palese affascinante presenta risalta ed illumina i portici dove camminiamo. Se quindi qualcuno ha visto uno strano bagliore muoversi per corso Vittorio Emanuele ieri pomeriggio ora sa che non si trattava di una partita di roba andata a male ma di noi. Carlo ne approfitta per fare shopping, e mentre lui guarda i maglioni io guardo i commessi. Dovrei venire più spesso a Milano per negozi. Ci fermiamo al solito bar vicino al teatro a mangiare qualcosa prima di entrare, salutiamo Carlo e saliamo. I posti non sono il massimo ma non c'era di meglio: non siamo in parapetto ma almeno siamo di fronte. E si vede bene anche la giovane maschera al lavoro che ogni tanto passa: viso pulito, lineamenti delicati, bocca ben disegnata e occhi quasi sfuggenti. Salvo qualche piccolo dettaglio l'opera scorre a dovere, anche se il pubblico appare un po' tiepido, salvo quando c'è da applaudire la Devia: praticamente un Mariella Devia fun club. E certo non c'è confronto anche a livello scenografico: cambio di luci, la scena si sposta in avanti, ed ecco che dietro la scenografia si sposta, il pavimento si apre e da sotto sale il palco per la scena successiva; quindi si ritorna alla scenografia precedente. Certo Maria Stuarda come opera non è caratteristica come può essere una Tosca o una Bohème, è un po' più impegnata e forse meno fantasiosa, ma certo non è mancata l'intensità e neanche la bravura degli interpreti. Piacevole il finale che vede spegnersi le luci e terminare la musica proprio sul boia che sta per decapitare la protagonista scozzese. Finita relativamente presto, ci avventuriamo in un bar a fare uno spuntino prima di rientrare; ovviamente ci facciamo spennare pure qui. Ma ogni tanto è anche bello riderci sopra, del resto anche questo è vita. 1月16日 L'ottimismo è il profumo della vita: peccato, ho il raffreddore.
Sono piuttosto indeciso se parlare delle raffinate abitudini alimentari dello stercorario oppure inorridire i miei cari, simpatici, intelligenti, affascinanti e fedeli lettori (leccato troppo?) con le vicissitudini che stanno rallegrando questo inizio 2008. Credo che sceglierò la seconda. Sapevo che l'oroscopo della bilancia per l'anno in corso dice qualcosa tipo "chiudetevi in casa e non uscite fino al 2009" ma non pensavo andasse preso alla lettera. Evito i dettagli che non sarebbero carini, sopratutto se avete da poco cenato, e salto direttamente al fatto che sono a casa in malattia coi postumi di una seppur piccola operazione che, essendo in un posto dove non batte il sole (a pensarci bene li non batte proprio nulla...), certo non mi rendono il soggiorno piacevole, visto che ho problemi a stare seduto, a stare in piedi, a camminare. Ma guardo il lato positivo: il chirurgo che mi fa le medicazioni almeno è giovane e carino. E deve essere anche in gamba, si capisce subito. Ma mica perché si chiama Davide, intendiamoci. Credo che come una moderna Turandot mi inventerò tre quesiti da sottoporre ai miei pretendenti (???) in modo da tenerli occupati fino alla mia guarigione, che la mia incipiente "sindrome di Alice nel paese delle meraviglie" mi fa vedere piuttosto lontana. Anche perché non è da escludere ("Non è matematico ma è molto probabile" dice il macell...ehmm... chirurgo che mi ha operato) che si renda necessario in futuro un successivo intervento che dovrebbe riparare in maniera definitiva alla situazione venutasi a creare come conseguenza di quanto fatto ora. Che detto così sembra un gran casino, ma vi assicuro che dal vivo è anche peggio. Praticamente sono diventato una sorta di art attack vivente e già mi immagino come farò venerdì, fra due giorni, ad andare alla Scala con Max -che a dire il vero, da buona bilancia, non se la cava poi troppo bene neppure lui- senza dare l'impressione di quello che se ne va in giro con un vibratore inserito o col pannolone tipo anziano incontinente. Spero almeno di entrare ancora nel vestito nuovo, con quello che mi è costato... Habemus panza. Ah, certo; anche raffreddore. 1月8日 Di corsaIn questo periodo avrei voluto essere più presente in rete e postare di più, gli spunti non mi sono certo mancati. Ma, di corsa, riesco appena a postare adesso. Perché non sto bene. Fisicamente. Ho tentato di far finta di nulla ma alla fine ho dovuto cedere. Domani avrò una visita che spero metta, almeno a livello terapico, fine a questa condizione per me ormai insopportabile. Spero di tornare presto alla normalità. Ammesso che io ne abbia una. Davide 1月4日 Piccola abitante di Creta!
Fra di noi si scherza sempre. La serata che chiude questo 2007 vede una compagnia di improbabili maschi che si lanciano in follie tipo febbre del sabato sera. A cena siamo in sei: Davide doc -nel senso di dottore-; Luca il corista; Andrea il moderato; Marco doc2; Diego la sfranta. E ovviamente io, per la serata indosso presto il soprannome di acidella. Il trio doc-corista-sfranta arrivano con le pizze e subito l'argomento della cena diventa il pizzaiolo: ma quant'è bono ma quant'è bello. "Diego se proprio vuoi un altra pizza ti accompagno sai.." gli faccio non senza secondi fini. "Grazie ma ci posso anche tornare da solo...chissà se lui sa cosa fa la B9..." Già, perché nel tentativo di cambiare l'argomento della serata ho nominato la vitamina B9 come se fosse l'ingrediente principale -peraltro neppure presente- del succo che beve Diego. Ed invece di cambiare argomento ho solo aumentato il volume di parole dei suoi discorsi. "Piantala e mangia cretina... -gli dice doc- ...la B9 fa diventare etero, ti va bene?" "Ma non funziona!" me ne esco io guardando la sfranta. Ilarità generale. "Noi due dobbiamo uscire più spesso..." mi dice doc ridendo ancora. "Stasera sei proprio acidella..." mi risponde Diego. "In effetti lo sono. Ma con simpatia. Del resto devo pur sfogare in qualche modo la mia essenza repressa a casa, lo stress delle feste, i nipoti...." "E proprio con me?" "Me le servi sul piatto..." Il locale è il Qin, immerso nella nebbia del parco Lambro tipo video di Thriller di Michael Jackson, che per l'occasione -credo- diventa parte del circuito "kick off", che più che "gay friendly" è "lesbo boys are us". Entriamo alle 23 come da copione e la scena che ci si presenta è alquanto grottesca: locale semi vuoto, impronta palesemente lesbo -si deduce dalle ragazze che si baciano e sembrano più uomini di noi- , musica piuttosto piatta, nessun bel boy all'orizzonte. Dopo esserci fatta una ragione della serata e dopo aver superato la mezzanotte, pare che qualcosa cominci a muoversi. Arriva gente, sempre più "ragazze" che no, e la musica ogni tanto cambia ritmo. Si arriva ad una certa situazione di pieno ma moderato, il giusto per potersi muovere; ci buttiamo in pista e cominciamo ad esibirci. Il moderato praticamente non balla; noi altri ce la caviamo bene. La cosa comincia a prendere forma ed anche i tavoli, bassi, in stile japan, diventano pedane su cui esibirsi. Un ragazzetto viene notato dai due principali affamati del locale -io e sfranta- che si esibisce in maniera piuttosto provocante. Diego sale sul tavolo con lui e basta poco perché i due siano ciascuno con le mani nei pantaloni dell'altro. Passata la festa gabbato il santo, via sfranta il bel giovincello se la fa con due terzi dei maschi del locale. In pratica è la zoccola della serata. Io, manco a dirlo, lo evito. La sfranta è un po' delusa ma chissene, ci divertiamo lo stesso facendo le cretine sui tavoli; ammetto che strusciarmi col suo posteriore è abbastanza piacevole. In compenso doc pare essere apprezzato dalle lesbiche che non disdegnano di ballare con lui. Anche se la serata è stata toccata da alti e bassi devo dire che mi son divertito, la compagnia allegra e mai noiosa, l'occasione certo rara; vado poco a ballare e quando ci vado c'è sempre qualcosa di nuovo, un po' come fosse la prima volta, gente nuova, situazioni nuove. E chissà che magari, prima o poi, ci scappi anche un lungo e intimo ballo a due ovunque vada.... Buon anno a tutti! |
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