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日志


11月29日

Lettera a Santa Sciù

 

Caro..ehm..cara..ummm...venerabile Santa Sciù, come ti avevo minacc...ehmm...avvertito sul tuo blog, quest'anno la lettera di Natale la scrivo a te sperando che esaudisca i miei desideri ormai non più tanto intimi. L'anno scorso ho scritto a Gesù bambino e l'anno prima a Babbo Natale ma non mi è andata granchè bene; probabilmente la ricerca di un uomo per la Rosy Bindi li ha tenuti molto impegnati e non hanno avuto tempo per me. Credo stiano cercando ancora adesso.

 

 

La richiesta principale sarebbe quella di trovarmi la famosa dolce metà; certo, non mi aspetto che mi caschi dal cielo come la manna, anche io cerco di darmi un po' da fare, ma come tu saprai trovarsi non è semplice. Ormai gli unici baci che mi permetto sono i Perugina; quello di oggi diceva: "La corda lunga fa volare l'aquilone più in alto". Gli spieghi tu che ci vuole anche il vento? In fondo non chiedo il figone alto/biondo/occhiazzurri (ma se ti avanza..), mi accontento di uno un po' carino, anche se non è Chad White, meglio se anche bello dentro, che possibilmente non assomigli a mia zia come il tipo che mi rompe le balle su popkorn ma anche che non mi faccia rischiare l'arresto per pedofilia se lo tocco; insomma, uno regolare. E non è necessariamente una misura. Ecco, l'unica cosa alla quale ti chiederei di fare attenzione, sapendo che tu sei particolarmente ferrato in faccende orientali, è che non rechi l'etichetta "made in japan" perché proprio non è il mio genere; preferisco un esemplare unico e non assemblato in fabbrica su catena di montaggio.

So che è un po' prestino per scriverti, ma sapendo che sei molto preso dai tuoi impegni amministrativi credo che un po' in anticipo sia meglio; e già che magari passi dalle parti del Giappone, ti spiacerebbe prendermi un nuovo cellulare -sai, il mio v630 comincia a perdere qualche colpo- e magari anche una fotocamera digitale così quando vado a fare qualche gitarella faccio delle foto decenti e non ho problemi di quantità?  A tal proposito, se conosci qualcuno che vorrebbe venire  a Roma nelle feste natalizie fammelo sapere.

Dai, in fondo non ti chiedo cose troppo impegnative tipo la pace nel mondo o far diventare donna Maria De Filippi, quindi se per caso riesci ad accontentarmi quando passi da casa mia ti faccio trovare sopra all'acquario (scusa ma non ho il camino) un bel pacchetto di cose buone di Saronno che fanno sempre piacere. Ecco magari non bere troppo Amaretto altrimenti poi mi tocca continuare il giro al posto tuo mentre tu te la dormi sul mio letto. Spero che la tua dolce metà non sia gelosa, ma nel caso rassicurala: sono per le coppie monogame.

Ps: visto che farà freddo per lasciare il balcone aperto, va bene se ti metto le chiavi di casa sotto lo zerbino?

Davide.

11月25日

Confusione

Un sabato uggioso, tipico di novembre.
Un parcheggio.
Una città ducale. Il centro, la bella piazza, i portici, i negozi.
Una cioccolata con la panna montata e i biscotti.
Un amico in comune. Piccolo il mondo.
Un altro saluto al telefono: "A presto, spero".
Un sogno.
Una mattina grigia.
Un sms da Rimini: "buon giorno! qui c'è il sole!"
Uno dalla città ducale.


Un'altra stupida e patetica illusione.

11月23日

Msn

- guarda che tu vali molto, non ti svendere!
- svendere? ormai sono ai saldi di fine era....

Ma quanto sono avanti?
11月20日

Bi-post

ATTENZIONE: questo è un post ambiguo. O forse bivalente. Magari anche un po' bisessuale e vagamente birichino.

Prima parte.

Questo governo cadrà. Anzi no. Anzi si. Anzi forse. Per favore. E niente riforme con questo governo. Però parliamone. Ma il maggioritario non si tocca. Però il proporzionale è fattibile.

Io adoro questo uomo, senza di lui la politica sarebbe insipida e terribilmente noiosa. Ancora una volta è riuscito a reinventarsi riscendendo in campo con il colpo di scena del Partito del Popolo delle Libertà. Del resto lui sa come scendere in campo; anche lui da giovane è stato contadino. E così rinasce dalle sue ceneri, eterno e intramontabile che solo Cher regge il confronto. Certo, lui è più rifatto. Ma Cher canta meglio. Quindi alle prossime elezioni voterò sicuramente per Cher.

 

Ringraziamo Matra per la spassosa vignetta.

Seconda parte.

Laura c'è. Sempre.

Ogni tanto mi capita di finire a pranzare (...) al McDonald's, e fin qui nulla di particolare a parte un po' di sano masochismo. Di solito il sottofondo musicale è scandito da "Radio McDonald's", ma ce n'è uno che, no, lui no, lui, quello fra Corso Genova e De Amicis a Milano, deve essere particolare, si deve distinguere. E lo fa, perché ogni volta che capito li si ascolta Laura Pausini, e sempre lo stesso cd. Intendiamoci, Laura è brava per carità. Ma ascoltare che ritorno da te mentre non c'è la solitudine tra te e il mare è un'emergenza d'amore in assenza di te il mio sbaglio più grande è incancellabile mentre pranzo, concilia ed anticipa fortemente l'abbiocco tipico del dopo pasto.

 

Meglio cambiare, nè!

11月17日

Sfacciataggine

A freddo

La notte del 22 aprile Marco Ahmetovic, un rom ubriaco fradicio (tasso sei volte superiore al consentito), investiva col suo furgone quattro ragazzi di Appignano del Tronto fra i 16 e 18 anni, Eleonora Allevi, Davide Corradetti, Alex Luciani e Danilo Traini, uccidendoli.

In questo caso la macchina della "giustizia" italiana è stata molto più veloce di quanto spesso accade; meno di un'ora di camera di consiglio per condannare il 22enne a sei anni e sei mesi, a dispetto dei quattro (...) chiesti dall'accusa e dei sei mesi (il minimo della pena!) chiesti dalla difesa, nonché il risarcimento di duecentomila euro alle famiglie delle vittime.

Ora, già è abbastanza assurdo che il minimo della pena consentito dalla legge per un quadruplice omicidio colposo con l'aggravante della guida in stato di ebbrezza e resistenza a pubblico ufficiale sia di soli sei mesi, e da qui si comincia a capire del perché in Italia sia così facile delinquere. A ciò bisogna poi aggiungere che, grazie al patteggiamento nel quale il giovane ha confessato la sua partecipazione in una rapina a mano armata in un ufficio postale, la pena non lo vuole in carcere bensì ai domiciliari che, non avendo lui domicilio, sconta in un elegante residence a San Benedetto del Tronto, con tutte le comodità che io mi permetto solo una settimana l'anno ad agosto, grazie al gentile appoggio di Marco Fabiani.

Nell'elegante appartamento di cui sopra, il giovane ha girato un video di oltre sette minuti in cui parla della tragedia e chiede scusa ai famigliari dei ragazzi morti; video che, ovviamente, verrà venduto al miglior offerente. Una parte del ricavato però, ci tiene a sottolineare, verrà utilizzato per curare la piccola figlia malata. Una parte. Intanto il suo manager (certo, le star necessitano di un manager!) fa sapere che già ci sono proposte per una canzone sulla sua storia da portare a Sanremo.

Dulcis in fundo, il novello "Madre Tereso di Ascoli Piceno" Fabiani, fa sapere che ha dato mandato ai suoi legali di agire legalmente contro le famiglie delle vittime per striscioni e frasi dette pubblicamente al suo indirizzo:

"Sono stato definito un personaggio squallido" ha detto.

Squallido? Così poco?

Ma siccome siamo in Italia e qui, si sa, tutto fa brodo, fra non molto vedremo nelle librerie anche l'autobiografia di Ahmetovic in cui parla della sua vita e della tragica notte del 22 aprile. Ammesso che di suo si ricordi qualcosa di sensato.

Pare invece che, per amore della ragazza che lo ama, non si presterà a campagne pubblicitarie per occhiali da sole e jeans.

Visto che rinuncia lui potrei anche andarci io che sono decisamente più carino; stiro qualcuno, magari mi drogo un po' anche se non l'ho mai fatto, faccio la faccia da angioletto, dico che sono depresso e che ho tanti problemi, mi faccio (in senso lato) qualche amico nella locale formazione di Rifondazione Comunista.....et voilà! Sulla cresta dell'onda!

11月16日

Sms

Giovedì 15 dicembre.

"Ore 9.30 la Maria Stuarda è tutta esaurita!... Ma siccome sono un grande ho fatto in tempo a prendere 2 posti e neanche tanto i peggiori..."




Venerdì 18 gennaio 2008 ore 20.00

Maria Stuarda: Mariella Devia



Max' resources.

11月14日

Flash


I più accorti dei miei carissimi, bellissimi e simpaticissimi lettori avrà sicuramente (??) notato che ho recentemente modificato il titolo di questo mio spazio da "Tempus fugit..." a "Randomodico egocentrifugo", volendo io (provare) staccarmi un po' dalla sedia e "allargarmi" di più in varie direzioni. Sarò mica stato prematuro?
Oggi ho
avuto un flash.
Quando lavoro utilizzo spesso i tappi per le orecchie perché le macchine per lavorare il parquet sono piuttosto rumorose e, visto che già devo ringraziare il militare per avere  una carenza d'udito a sinistra, oggi non ero certo da meno.
Fatto sta che ad un certo punto, dopo una pausa dai macchinari per fare altro, mi ritrovo a rimettere i tappi per ricominciare. Mi guardo in mano e vedo un tappo. Uno solo. E l'altro? Mi controllo in tasca ma niente.
Decido allora di attivare la modalità "ricerca visiva" e mi guardo attorno. Niente.
Attivo la modalità "cronologia" e ripenso alle cose che ho fatto per capire dove possa essere finito il tappo mancante. Niente.
Attivo -in extremis- la modalità "sarò anche scemo ma da qualche parte deve pur essere" e mi fermo a riflettere (...), andando per esclusione. Finalmente il mistero si risolve. Ce l'ho ancora nell'orecchio.
Ed ecco il flash: per un istante mi vedo mia madre, che ha 66 anni, ed io che da vecchio sarò così.
Starò mica già invecchiando?



Nel ricordare che io ho e avrò sempre 29 anni, avviso che qualora vi fossero commenti dai quali si evince qualche sorta di risposta positiva alla domanda di cui sopra, accidentalmente tali commenti potrebbero andare perduti nei meandri della rete.

11月10日

Che gelida manina!

E pensare che anche io ho sempre odiato le supposte. E le odio tuttora. E mio nipote non è da meno. Chiaramente parlo del medicinale. Fatto sta che, preso dall'abbiocco post-pranziero (licenza poetica...) ieri, venerdì, sono intenzionato a farmi un riposino prima di trovarmi con Max per andare a Novara alla prima della Bohème. Ma ecco che arriva una telefonata: è l'asilo che avverte che il bambino ha la febbre  e bisogna andare a prenderlo.  Addio riposino.
La giornata è bella, o almeno, il sole splende in un bel cielo terso ma si deve ringraziare il vento sceso dai monti se godiamo di tanto splendore. Arriviamo a Novara e scendiamo dalla car.
"La vacca! La prossima volta vengo in pelliccia!" fa Max.
"Io mi son pure messo l'abito quasi leggero, visto che c'era il sole..."
"Altro che gelida manina...qui si gela tutto..."
Passiamo subito al Coccia a ritirare i biglietti così non ci pensiamo più e facciamo un giro per il centro della ridente cittadina. Ridente fino alle 19 perché poi non c'è quasi anima viva. Troviamo un bel posticino, molto accogliente, dove fare un'abbondante merenda a base di te, cioccolata, dolcetti vari e scaldarci dal vento tipo  condizionatore da cinquantamila btu. Nel mentre anche un paio di ragazzi piuttosto  ambigui fa la medesima scelta. Uno anche molto caruccio. Posticipando a dopo l'opera la cena, pur consapevoli di non trovare granché a quell'ora, tiriamo le 20 in una libreria, con tanto di bar interno con un ragazzetto tutt'altro che etero al banco, fra best seller, testi filosofici, "Littizzate" e l'ultimo di Francesco Renga. Volontariamente non specificato "libro" perché mi pareva eccessivo.
Si staccano i biglietti e saliamo a prender posto.
Lentamente il teatro si riempie. Troppo lentamente.
"Ma quella coppia di ragazzi nel palco in fondo non c'erano anche l'anno scorso?" Osserva Max.
"Dici che son loro?"
"Uhmm...forse no, erano più carini..."
Finalmente si abbassano le luci, il brusio  si spegne. Solo vari colpi di tosse precedono l'apertura del sipario.
"Ma han tutti la tisi?"
"Spero di no..."
Ottima scenografia, il primo atto sui tetti è ben studiato e rende bene l'idea della storia.
Scendiamo durante il primo intervallo e vediamo che il bar che c'era sotto il teatro non c'è più.
"Ma si può togliere il bar ad un teatro del genere?"
"Vabbè...al prossimo intervallo andiamo a prendere un caffè da qualche parte.."
Notiamo un ragazzetto, giovane, apparentemente da solo, che pascola qua e là, e casualmente si ritrova sulla mia strada, deviando all'ultimo momento.
"Mmm...piccolo...ancora implume..." osserva Max.
Torniamo in galleria e ci ritroviamo col giovine all'appendi abiti (ma fare un guardaroba serio no?), sempre a metà fra l'ammiccante ed il prezioso, e notiamo -la cosa è reciproca- che siede poco distante da noi.
Si apre il secondo atto, ambientato in un locale parigino.
"Eccolo il bar! L'hanno preso loro!" Esclama Max vedendo la scenografia.
"La crisi economica.."
Seconda pausa, andiamo alla ricerca di un caffè alternativo al bar dove mezzo teatro si è riversato. Degno di nota un tipo che entra nel bar a salutare col suo dalmata (a quanto pare a Novara i cani entrano ovunque...), capello corto castano ed occhi azzurri.
Risaliamo e troviamo, casualmente, l'implume moretto affacciato al parapetto esattamente dove dobbiamo entrare noi per sederci. Max mi precede, io arrivo dopo aver posato il cappotto e di nuovo i nostri sguardi si incrociano mentre mi cede il posto per farmi entrare alle poltrone.
"Altro che implume...."
"Questi giovani di oggi -replico- così sfacciati..."
Fra un abbraccio ed una scena di gelosia passa il terzo atto; terza pausa.
Siamo davanti al teatro a cogitare su come e cosa mangiare dopo. Ecco che esce di corsa e si appoggia ad una colonna del portico di fronte e trastulla il cellulare. Poi si stacca e cammina verso di me. A due passi cambia direzione verso Max. Visto che proprio vuol giocare, giochiamo.
"Scusa?" gli dico. Non si volta. Lo richiamo.
"Si?"
"Sei di qui?"
"Si.."
"Ci sapresti dire, se volessimo mangiare qualcosa anche al volo, qui in centro cosa troviamo?"
"Beh -risponde con voce quasi timorosa- c'è qualche bar..."
"Qui? -sono perplesso- Mi pare che stiano tutti chiudendo..."
"Ce n'è uno li avanti in una traversa che è aperto fino a tardi, il Muse, un po' fashion, giovane..."
"E riusciamo a mangiare qualcosa?"
"Beh, si..panini...cose così..."
"A ok, grazie..."
Torna a trastullare il suo cellulare muovendosi verso il Coccia. Guardo Max.
"Ma ha gli occhi azzurri?"
"Non so, non ci ho fatto caso...però mi sa che ha la voce poco sviluppata..."
"Oppure semplicemente è gay. E anche inconcludente."
"Cosa pretendi, che ti saltava addosso? E' da reato penale..."
"Sarebbe stato così terribile?"
Applausi, applausi, applausi, ad un passo da mezzanotte si riaccendono le luci e ci alziamo.
"L'ora è fuggita -dico- e muoio disperato. Dalla fame..."
Valutato e bocciato il locale suggeritoci dal pargolo (che vedremo poi in compagnia di un ragazzo che lo ha raggiunto dopo l'opera) ci guardiamo in giro ma niente.
"Cercar che giova? A Novara non si trova...." concludo.
"Andiamo..magari per strada..."
La strada ci porterà in autogrill: panino, bibita, dolcetto e di nuovo sulla strada per casa, sotto un cielo stellato, guidati dall'Orsa maggiore, in una fredda e limpida sera d'autunno.

11月7日

Salute. O forse no.

Esselunga.

Danone Actimel: per aumentare le difese dell'organismo.
Emmi Lassi: direttamente dall'India, per chi ama le preparazioni ayurvediche.
Emmi Lacto Tab: con Q10, per sentirsi sempre giovani.
Danone Activia: per la  tua naturale regolarità.
Exquisa Fisique: per bruciare i grassi.
Maya Pro Active: per abbassare il colesterolo.
Granarolo Vivi Vivo: per vivere meglio.
Latteria Sociale di Merano Menteviva: per lo sviluppo del sistema nervoso.
Valsoia Yosoi fibre: per nutrire l'intestino.
Danone Danacol: per abbassare il colesterolo.

Mi sorge un dubbio: avrò mica sbagliato porta e sono entrato in farmacia?

11月4日

Elizabeth. The golden age.

Volendo fare una battuta verrebbe da dire: "Elizabeth: the golden member", con evidente riferimento ad Austin Powers. Non certo per il genere di film che è tutto un altro genere, ma certo l'aspetto un po' romanzesco della vita privata a corte della "regina vergine" occupa uno spazio non indifferente nel film. Mi sarei aspettato una ricostruzione forse più storica, più appoggiata alla Regina come condottiera di un popolo che è e vuole restare libero; invece si fondono insieme le sue paure e la sua forza, le sue delusioni ed il suo coraggio, il suo desiderio di essere amata ed il suo spirito di amazzone in un film dall'aspetto un po' Shakespeariano che, nonostante le quasi due ore di durata, passa molto facilmente senza annoiare. Un po' rigida a volte la regia che, se non si conosce nei dettagli la trama, pare addirittura essere un po' "veloce" in alcune sequenze che lasciano lo spettatore per alcuni istanti col dubbio di cosa stia accadendo. Spettacolari i costumi e non da meno le scenografie, con al culmine la battaglia navale fra la flotta inglese e l'Armata spagnola che un po' ricorda i cari vecchi colossal del periodo d'oro del cinema americano.
Inutile dirlo l'interpretazione di Cate Blanchett, bianchissima e sotto sfarzose parrucche, è certamente degna del suo ruolo, ne troppo enfatizzata ne troppo realistica, e che a tratti ricorda un po' la poliedrica capacità di Maryl Streep di calarsi in un istante nel ruolo che la situazione richiede.

Facendo un passo in dietro, questo ponte non è stato certo come me lo immaginavo. Poco riposo come si deve e gli unici posti nuovi visitati credo siano stati un bar di via Torino a Milano e le toilette del Medusa di Cerro. Però fare shopping è sempre un piacere, e nonostante i miei gusti un po' difficili (son peggio delle donne, che posso farci...) un pull, una camicia e un paio di Stonefly me le sono accasate. Tiè.



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Ps: nel caso non si capisse, i rombi del maglione sono assolutamente pink.

11月2日

Via

Portatemi via.
Più che un ponte questo, da come è cominciato, pare una galleria.
Sfumato il progetto di tornare a Roma sono a casa. Ieri, giovedì primo novembre festa di titti i Santi (e non Halloween, festa dei morti o altre cretinate simili), doveva essere una giornata dedicata all'ottavo peccato capitale: l'ozio.
Caso vuole che madre abbia contratto una strana forma di influenza che la trattiene in casa e la fa tossire in continuazione. E quando tossisce lei è mica niente, ovunque sia la si sente per tutta la casa. Non parliamo poi di quando starnutisce: la sente mezzo palazzo. Già odio sentire la gente tossire, poi averla in casa che inizia alle sette del mattino è un tantino fastidioso.
Siccome i mali non arrivano mai soli, neppure quando è festa, giorno di sacrosanto meritato riposo, la gente se ne sta a casa propria. Ed ecco che, attraverso il pianerottolo ormai usucapito, si manifestano le creature -note come nipoti- che portano gioia ed allegria (a circa novanta decibel) fin dal primo mattino. Eccetto a chi vorrebbe dormire che, come è noto, vorrebbe un ambiente quantomeno tranquillo. Rigirarsi nel letto è inutile.
L'invasione è ormai inevitabile, non resta che rinchiudersi tutto il giorno (magari dopo aver lavato i piatti) nella propria stanza.
Oggi, venerdì, commemorazione dei defunti (almeno loro se la dormono beatamente), stesso copione di ieri. E siccome i mali non vengono mai soli, mi sono alzato pure col torcicollo.
Pomeriggio andrò a Milano a girare per negozi e temo che, ad un passo dall'isterìa, io possa sfogarmi strisciando la Master Card qua e là con maestrìa e raffinata indifferenza. Ma non è colpa mia, è lei che me lo chiede, sento la sua vocina che implora, vuole essere usata. Mi chiedo cosa farò quando la Visa, invidiosa, chiederà lo stesso trattamento....
La pace e la tranquillità non si possono comprare; per tutto il resto c'è Master Card.
Portatemi via!!!