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日志


2月28日

Trash

Ringrazio (ma forse no, o forse anche si, ma se si perché, se no com'è, oppure vabè...) il mio omonimo (Davide: un nome, una garanzia) milanese chattarolo che mi ha portato a conoscenza di questa chicca, ma che dico chicca, di questa perla, ma che dico perla, di questa cosa musicale cantata da uno dei volti femminili della tv più presenti negli ultimi anni.

Signore e signori, ecco a voi con "Dolceamaro" la stupenda ed impareggiabile Barbara D'Urso.

 

  

Ma cos'era "...comprami io sono in vendita..." a confronto?

 

2月22日

San...che?

Ed ecco che anche questo festival della musica italiana è finito, come sempre fra cifre di ascolto, opinioni distinte, nomi altisonanti e qualche polemica. Ah, si , c'era anche della musica. A volte. Si, perché mentre una volta il festival era un trampolino di lancio per i cantanti nonché occasione per ascoltare nuove canzoni, oggi è ne più ne meno di uno show con annessi e connessi.

Diciamocelo, mamma Rai punta molto sul festival, e non certo per lanciare nuove canzoni o artisti bensì per ritorno di audience/economico e mi auguro facciano bene i conti in via Teulada visto che il conduttore, un bravissimo Bonolis, mette in tasca in una settimana tanti soldi che io li sogno in due vite di lavoro; soldi che escono dalle tasche dei cittadini (anche se del festival non importa molto) e dagli sponsor che son comunque, ricordiamolo, quelli dei cittadini che poi comprano i prodotti dei medesimi.

E poi ci sarebbe la musica. Si proprio quella. Ora, al di là del fatto che io sulla musica italiana son piuttosto esigente e il festival in diretta mi fa noia quindi ascolto le canzoni a posteriori con calma, mi pare che, nonostante il vento innovativo portato da questa edizione, i risultati alla fine non siamo molto diversi dalle edizioni passate. Ha vinto una canzone che ha forse solo il merito di essere meno noiosa delle altre e di essere cantata da un ragazzino, tenero e caruccio, che con le sua avventura in "Amici" è stato preso in simpatia -se non oltre- da stuole di ragazzine con gli occhi a forma di cuore che davanti al video hanno palpitazioni che neppure "Titanic" col suo Capriolo dava, sopratutto dopo averlo visto tre o quattro volte. Poche le eccezioni che, come spesso accade, potrebbero essere le canzoni e gli artisti che poi venderanno perché, come la storia insegna, chi arriva fra gli ultimi (vedi Vasco) potrebbe essere chi fa strada e vende  mentre gli artisti famosi si tengono i loro fans fedeli e spesso poco obiettivi, i neo promossi si sentiranno per un po' e poi spariranno (vedi Jalisse, Avion Travel, Giò di Tonno...) ed io, indubbiamente, continuerò ad ascoltare le mie care, vecchie canzoni degli anni ottanta.

  

  

Ah, certo, anche la Carrà...

 

2月15日

Celeste galattica Aida

Spazio, ultima frontiera, questi sono i viaggi della nave stellare...ah, no, scusate, questa è un'altra storia. Ma forse neanche tanto.

Siamo alla tanto attesa Aida al Coccia di Novara; opera che non si trova facilmente nei circuiti lombardi, un po' per le aspettative che il pubblico ha sulla stessa e un po' per la necessità di un cast capace quanto numeroso che, a buon senso, dovrebbe inserirsi in un'ambientazione sfarzosa e faraonica. Fatto sta che, sapendo comunque che l'allestimento sarebbe stato piuttosto moderno, ci presentiamo senza troppi pregiudizi e pronti a nuove forme di "civilizzazione lirica".

“Oggi il mondo esotico ha cambiato sede. Non è più in oriente, nella Cina da favola o nell’antico Egitto. Oggi si trova nello spazio.." afferma il regista Ivan Stefanutti che allestisce questa Opera massima verdiana volendo così portare l'attenzione dello spettatore sui personaggi e sulle loro debolezze, sullo scontro fra "potenze", gli Egiziani e gli Etiopi, fra Amneris -figlia del faraone- e Aida -schiava e figlia del re degli Etiopi-, creando così questa versione intergalattica psicologica al limite dell'introspettivo che trascura la maestosità delle classiche ambientazioni spettacolari e da "colossal".

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Il primo atto si apre mostrando già, nella sua semplicità, un Ramfis -capo dei sacerdoti- come un losco figuro potente quanto misterioso chiuso in una lunga tunica nera con cappuccio e maschera attorniata da lucine rosse lampeggianti; Amneris si presenta in scena portando al guinzaglio (se non fosse per il rispetto che ho per l'Opera sarei scoppiato a ridere) due schiavi quadrupedizzati che, ponendosi di spalle ed accostandosi l'uno all'altro (culo contro culo) diventano uno panca su cui far sedere la dissoluta principessa sadomaso. Assistiamo poi (atto II) ad una marcia trionfale con le trombe, timide e stonate, che aprono a festeggiamenti con uno sparuto gruppetto di soldatini in mutande (alcuni anche gradevoli, altri piuttosto strabordanti...) seguiti da balletti spesso asincroni che non rendono esattamente l'importanza del momento. A completamento appare Radames scendendo da una magica scalinata (in angolo a destra) che si allunga nella scena tipo navicella spaziale, il tutto corredato di luci tecnologiche e di un paio di strani figuri con lunghi aculei sulla schiena.

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Singolare interpretazione degli schiavi Etiopi che il regista presenta come fossero vichinghi, con lunghe e selvagge chiome bionde e chiari di carnagione.

La scena (atto IV) in cui Radames viene murato vivo fa tanto "busta" di "C'è posta per te".

Tutto sommato gli interpreti se la sono cavata bene nonostante l'orchestra spesso li sovrastasse ed il maestro che probabilmente aveva dimenticato la pentola col sugo sul fuoco. Ma da Novara mi sarei aspettato qualcosa di meglio, pur consapevole della complessità del lavoro, ma le lucine rosse e le trombe stonate son proprio troppo...

2月8日

A far l'amore comincia tu

E poi dicono che nei siti gay non si trova nulla di utile. Io ci ho trovato un tipo che fa la drag queen che mi ha informato del fatto che a Legnano, ridente cittadina dell'alto milanese nota per le sue tradizioni e la sua ospitalità (rispettivamente: della compagnia teatrale "I Legnanesi" e della Lega Nord), da poco è stata inaugurata una serata friendly, che per i profani dirò essere una serata in cui nel locale che la organizza ci sono più finocchi che nel banco frigo dell'esselunga.

L'altro martedì dunque vado a trovarlo, visto che si esibiva, e provo l'ambiente. Mi piace e decido di organizzare un ritorno con Fabietto e il Doc mio omonimo. Serata molto piacevole, animazione simpatica, Donna Sofia che ci ha deliziati interpretando divinamente anche la Carrà -un po' scontato ma fatto bene- e una bella location.

  

 
 
 

Sicuramente ci torneremo. Perché il martedì sera è "Confessions".

Giusto per restare in tema sono stato al Made Expo. Dice: ma che ci azzecca? Molto direi, visto che essendo una fiera che si occupa di design e gli architetti son quasi tutti gay praticamente pareva un Friendly Expo.


Insomma, preparatevi terrestri perché stiamo per conquistare il mondo...