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日志


5月30日

Qualunquismo

Adesso voi ditemi se io il venerdì sera anziché essere a spasso con qualche bel pretendente devo mettermi qui a scrivere un post. Si perché certi post, e chi mi conosce sa come io tenda ad evitare certi argomenti qui, non sono premeditati ma ispirati da qualche fatto a breve distanza.

Leggo ora dell'iniziativa di S3pped, certo lodevole, di affermare un fermo NO al razzismo. Ricordo quando a scuola la prof. di italiano mi fece uscire davanti a tutti per leggere il mio tema contro il razzismo. Ero emozionato ma anche fiero del mio testo.

Oggi però è facile cadere nei qualunquismi come altrettanto lo è fare demagogia; siamo tutti uguali, loro sono come noi, le leggi del nuovo governo fomentano l'odio razziale e bla bla bla. Ho anche letto che i politici e chi li ha votati dovrebbero bruciare tutti. E detto da uno (un commentatore) che la frase prima ha dichiarato no al razzismo è tutto un dire. Spero comunque di no altrimenti poi chi scrive sto blog?

Le distinzioni vanno fatte chiaramente, partendo anzitutto da un concetto: ciò che è illegale lo è a prescindere e per definizione. Ciò significa che se una persona che proviene da un altro stato, qualunque esso sia (anche con le frontiere aperte ricordiamo che ogni stato è sovrano), staziona illegalmente sul territorio del primo, quindi non rispettando le regole di cittadinanza o residenza, è già per definizione clandestino, quindi non in regola con le leggi. Se poi la medesima persona vive occupando, sempre illegalmente, suolo pubblico o anche privato senza autorizzazione commette un ulteriore reato. Chi poi, italiano o meno, si guadagna da vivere commettendo furti, scippi, spaccia droga, commette abusi sessuali, rapimenti o peggio ancora omicidi, è palese che commetta reati anche gravi. E, per quanto si possa voler pensare che non sia così, chi è più portato a tali reati è chi non ha una vita con un lavoro regolare ed è disagiato, tanto più se culturalmente più "libero" rispetto al paese ospitante perché in patria o tali reati sono all'ordine del giorno oppure sono severamente puniti ed allora un paese in cui la certezza della pena è troppo spesso un sogno, è l'ideale per darsi alla pazza "gioia" . Indubbiamente gli italiani non sono santi e di reati ne commettono a volontà, ma ciò non significa che si debba allora giustificare una persona non italiana che li commette, anzi, a maggior ragione, avendo già i reati degli italiani da gestire è certo auspicabile che si cerchi di arginare il fenomeno che vede un indiscusso sommarsi dei reati di chi è in Italia illegalmente e spesso con la specifica intenzione di vivere nell'illegalità. Che poi ci siano persone provenienti da altre culture che si integrano e vivono regolarmente non è certo in discussione, ma non deve essere in discussione neppure il principio che chi va in un paese diverso dal proprio debba stare alle leggi di quest'ultimo, che le condivida o meno. E le leggi che sono atte a limitare la criminalità, qualunque essa sia, è giusto che vengano emanate e rispettate, che comprendano gli italiani, gli stranieri oppure entrambi. E un paese democratico e sovrano ha il diritto di stabilire cosa vuol permettere che accada nei propri confini, compresa la presenza o meno di immigrati clandestini.

Voler la botte piena e la moglie ubriaca è un bel volere, ma non si può far sempre parte del partito del no, del partito che tutto quello che fa il governo è sbagliato,  di quello che vuole che tutto si risolva magicamente solo con le parole. Vi chiedete mai perché è proprio il nostro paese così "ricco" di clandestini che delinquono? Che sia la posizione assieme a leggi "morbide" e troppo buoniste dove chi sbaglia o non vien preso o non paga? O forse che negli altri paesi se non righi dritto ti alzano di peso e ti sbattono dentro ? Perché non sia l'ipocrisia a regnare sovrana come spesso è accaduto negli ultimi decenni, bisogna avere il coraggio di stabilire delle regole chiare e nette, farle applicare e non farsi impietosire da facce di presunti indifesi che appena fai uno sconto e volti le spalle son pronti a ricominciare la loro vita nell'illegalità alla faccia dei buonisti che se ne stanno comodamente seduti in poltrona paghi della loro anima pura a puntare il dito contro chi vorrebbe solo essere padrone a casa propria.

Davide.

5月28日

Can Can

Ebbene si; il mio omonimo varesino mi ha appena linkato il filmato in cui lo riprendo ballare il can can a casa sua. Consiglio, se proprio volete mettere a dura prova la vostra sanità mentale, di fare un salto sul suo profilo di you tube e guardare anche gli altri video. Ma giusto perché è praticamente un po' esibizionista.

 

  

5月26日

Liberatemi!

Colto ormai da non più procrastinabile impellente esigenza di uscire, dopo aver passato il sabato pomeriggio in contatto con Doc cercando di capire cosa fare per la serata, ecco che ci troviamo a Milano a mangiare al ristorante indiano. Non riuscendo a venire in contro alle esigenze di tutti, il buon Doc prenota un tavolo al New Delhi per quattro, con noi Andrea e il di lui cugino, che se quest'ultimo si curasse un po' i capelli (tagliarli ogni tanto?) e la barba ancora giovanile (tagliarla?) effetto cachemire sarebbe anche carino.

Passiamo circa venti minuti per cercare di capire cosa ci sia nel menù (diciamo che le traduzioni italiane non sono esattamente esaustive) e, mentre cominciamo a vedere il turn over ai tavoli vicini, alla fine decidiamo di ordinare i menù già assemblati: tre di carne e uno -ovviamente io faccio il raffinato senò che ci vado a fare al ristorante?- di pesce. Ogni riferimento non culinario sul pesce è puramente frutto della vostra malizia.

Arrivano le portate, più o meno ci orientiamo e sperimentiamo con piacere, fino a quando, tra una diceria ed una malignità da buone zabette quali siamo, arriva il cameriere che ci affianca dei piatti vuoti. Ci interroghiamo a vicenda ma, avendo annuito al cameriere senza aver capito minimamente cosa avesse detto, decidiamo di far finta di nulla. Quando poi ritorna con le portate col riso comprendiamo. Più o meno. In pratica si travasa ciò che si ha ancora nel piatto principale -che è inversamente proporzionale a quanto si parla (o sparla che dir si voglia)- e si prosegue con la cena. Andrea in questo è campione indiscusso. Nel parlare ovviamente. E il turn over ai tavoli vicini prosegue.

E mentre in tv scorrono immagini di canti e danze tipiche in abiti variopinti alquanto kitsch, ogni cosa, complice forse la primavera che peraltro ancora attendiamo fiduciosi, pare abbia un qualche riferimento alla sfera sessuale. Il top si raggiunge al dolce quando a me arriva un gelato al non ricordo cosa dalla forma vagamente fallica -in realtà cilindrico- e a Doc un nonricordocosa che si presenta in forma di due piccole sfere color caramellato. L'associazione è presto fatta. E il turn over ai tavoli prosegue.

Non so che sia -uhmm...frase ricorrente stasera- ma assieme al conto agli altri tavoli portano anche uno scrigno dall'oscuro contenuto. Anche spinti dal fatto che il mio posteriore si sta fondendo alla seduta di finta pelle della sedia chiediamo finalmente il conto. Arriva ma senza lo scrigno. Forse i nostri menù non erano così tremendi da rendere necessario farci drogare per dimenticare. Boh.

Dopo cena ci raggiunge Luca e facciamo due passi in centro che diventano una sosta alla cioccolateria vicino alla Cremeria Buonarroti dove la camerie...ehmm... il cameriere si presenta gentile, simpatico e sopratutto con un bel culo, e scusate il francesismo. Inutile dire che ogni scusa appare buona per averlo al tavolo -e vederlo poi salire le scale- dall'acqua ai tovagliolini. Avendo parcheggiato dalla parte opposta della città e non essendoci più mezzi a disposizione ce la facciamo a piedi. Giusto per smaltire tutto l'ingurgitato delle ultime cinque ore.

Domenica piovosa, concerto lirico a Varese. Max è impegnato, il mio omonimo melomane varesino mi offre l'ingresso. A concerto finito -peraltro è il suo compleanno- con anche un suo amico col quale poi va al Borgo a "festeggiare" (stasera è il mio compleanno il primo che trovo che ci sta lo accontento) andiamo a casa sua a sparlare del più e del meno nel mentre che lui muta da "presentatore di concerti lirici" a "sempre libera degg'io folleggiar di gioia in gioia". Particolarmente significativo il momento in cui, al suon di contrabbasso (credo...) di un suo amico che è passato per fargli gli auguri (povero, lo fila pure...) si infila una gonna nera lunga e si mette a ballare il Can Can, peraltro ripreso da me ma con la sua videocamera quindi questo giro niente filmatino. Che forse non è proprio un male.

5月21日

Destino?

Quando la tecnologia rema contro diventa un problema. Ormai sono -siamo- così abituati a trovare tutto in rete che se il browser non fa il suo dovere ci si trova in crisi. Oggi pomeriggio, per motivi chiaramente a me sconosciuti, non riesco ad entrare in nessuno dei siti di mappe, da Viamichelin a Google passando per Mappy e Tuttocittà non c'è verso, la connessione fallisce. Eppure navigo, i soliti siti più o meno comunitari, quelli tipo Bottega Verde (dove ho appena fatto un ordine) funzionano. O almeno funzionavano. Pare che la linea vada pian piano scemando.

Ecco, ora è praticamente morta. Bene. E io che volevo farmi un'idea di dove andare per il week end del 2 giugno. Sarà destino? Vabè, fatto sta che quando leggerete queste righe la linea -o almeno in parte- sarà tornata. E già che ci sono accetto suggerimenti -e candidati- per il week end sopra citato.

Il 130 di Tiscali dice che ci sono lavori in corso. Attendo fiducioso. Aggiornamento: pare che stasera sia tornata. Speriamo resti.


5月16日

Equilibrio instabile

Il fatto che  a pochi minuti da mezzanotte stia qui, ascoltando Chopin, a prendere a palettate gli insetti del gadget "Kill the mosquitos" la dice lunga sul mio instabile stato mentale.

Se lasciate vivo almeno un insetto per ogni passaggio diventano sempre più grandi. Sono orrendi, bisogna schiacciarli. A palettate!!!!

5月15日

Considerandamente

Io odio il cambio armadio. Dovrebbe essere un momento piacevole in cui ci si rallegra delle belle magliettine colorate e delle camiciole che mettono in risalto la silouette non vedendo l'ora di indossarle, ma diventa un tormento. Non tanto per la cosa di dover mettere nei cassetti le cose estive che stanno nelle scatole, ma per il procedimento conseguente, cioè mettere nelle scatole i maglioni invernali. E per uno come me che ogni anno compra qualcosa ma non riesce mai a disfarsi delle vecchie cose è un disastro. Allora, se il contenuto di una scatola di magliette sta in un cassetto, come faccio a farci stare nella medesima scatola il contenuto di maglioni del suddetto cassetto? Altro che Mc Gyver...qui mi sa che devo ricorrere al poco spazio rimasto sotto il letto. E le camicie? Che dire delle camicie che ormai sono un'infinità? Appese dove tengo i pantaloni non ne stanno più, e poi certe camicie vanno tenute piegate, altre meglio evitare o si schiacciano. Si, e i pantaloni estivi? Cioè, quelli corti, quelli a pinocchietto, quelli a bermuda? Ho bisogno di una formula matematica che mi dimezzi il volume dei maglioni per farli stare nelle scatole.

Credo che oggi dovrò farmi dosi abbondanti di camomilla, che con questo caldo te la raccomando proprio. Anzi, a pensarci bene dovrei farla comunque per...vabè i dettagli meglio evitarli. Ormai sto pensando di tutto pur di cercare di evadere dalla necessità impellente -il termometro segna già 25 gradi- di avere a portata di mano l'armadio estivo. Ho persino tolto le foglie rovinate ai gerani e ho dato loro l'insetticida che spero fermi quei cavolo di bruchetti che vogliono banchettare con le loro foglie. Anche perché quest'anno pare ci sia una certa abbondanza di flora, sono persino sopravvissuti i gerani e la petunia dello scorso anno; ovviamente mia madre, che ha la pazienza dei TAV, ha ricomprato entrambi. E quello che poi fa i trapianti sono chiaramente io. Mi son messo pure a scrivere qui dalla disperazione ma poi quando non so più che scrivere che faccio? Ecco, a pensarci bene dovrei anche potare un po' le piante dell'acquario. Si ma non mi va di mettere le mani a mollo. E se mi mettessi a far la polvere dalle mensole? Naa, sono convalescente posso mica fare questi lavori di fatica sai.

Vabè ho capito che alla fine mi tocca proseguire col cambio armadio. Ecco, con Bach in sottofondo adesso sembra pure di stare nel "Fantasma dell'opera".

Ma un bel principe azzurro che mi porti via no??

5月11日

Vieni anche tu!

Vieni anche tu nel grande Centro! Qui con noi starai bene e troverai tutto ciò di cui hai bisogno.

In una struttura immersa nel verde di Milano.

Dove troverai comode sedie imbottite su cui poggiare il tuo posteriore malaticcio.

I pavimenti sempre brillanti.

Una selezione esclusiva di libri di interesse scientifico e culturale elevato (notare la quantità di romanzi Harmony).

Dove in pochi giorni avrai una linea invidiabile.

Assistito da personale simpatico e competente.

Ed al chiosco all'uscita deliziose piadine alla nutella per te o i tuoi parenti.

Cosa aspetti? Vieni anche tu con noi all' Ospedale San Carlo Borromeo!

Ma anche no....

Ok, fatta la mia bella porca figura (la pancia piatta in foto è proprio la mia, ma dopo due giorni di digiuno vorrei vedere...) devo dire che comunque, alla faccia dei luoghi comuni, ho veramente trovato una struttura dove, ovviamente senza paragonare ad un albergo, ho trovato personale disponibile, cibo più che accettabile, un ambiente persino famigliare ed un'infermiera simpaticissima che mi ha persino dato tutta l'eparina da farmi a casa (tre siringhe) perché "comprarla fuori costa un'esagerazione" spiegandomi bene come si usa (sulla panza). E poi le macchinette hanno un sacco di buone cose, dolci e salate. Sperando di non tornarci comunque, come prima e spero ultima esperienza del genere direi che il mio voto è assolutamente favorevole.

5月7日

Inter nos

Ho una piccola questione personale -no, non sentimentale- da risolvere con un chirurgo. Indi per quindi (!!!) mancherò da qui per qualche giorno. Spero. Cioè, io ho intenzione di tornare. Quindi abbiate fede. E se è bono (Fede) poi passatelo anche a me.

Ps: nel caso non mi sentiate più è perché sono scappato con un bel dottore giovane e ricco. Si. L'importante è crederci.

Davide.

5月5日

Marcondirondirondello!

Ma che bel castello marcondirondirondello.....alzati di buon ora, io, Doc, Leo e Andrea arriviamo, a tarda mattina, in quel di Belgioioso per la manifestazione "Officinalia" che si tiene proprio all'interno del famoso (??) Castello di Belgioioso.

La colazione preme, quindi ci fiondiamo in uno dei bar che si presentano in piazza proprio a ridosso delle mura della costruzione. Ci sediamo ai tavoli e subito la ragazza che ci chiede le ordinazioni ottiene il nostro odio:

-Brioche ne son rimaste due..poi abbiamo le tortine....sono tipo crostatine....non so voi come le chiamate...

Noi cosa?!? Noi chi?!? Abbiamo forse in fronte la scritta "Siamo stranieri"? Voglio dire, siamo milanesi a Pavia, mica magrebini a Dublino!

La colazione è stupefacente, nel senso che è talmente disgustosa che abbiamo tanto desiderato di trovare un pusher generoso fuori dal bar per poter dimenticare gli ultimi venti minuti. Nulla purtroppo. In compenso mi squadro bene da cima a fondo il ragazzo al banco e gli chiedo pure conferma se le mura dotate di merlature tipicamente ghibelline che imperano su un lato della piazza nascondono il Castello di Belgioioso. Dopo aver pensato che sono un idiota, magari Guelfo, mi risponde di si e aggiunge pure che si entra passando dalla statale. Quale sia la statale lo lascia supporre a me. Altrimenti che gusto c'è?

Troviamo miracolosamente un parcheggio fuori dalla zona blu e ci inoltriamo al Castello. Si entra in giardino, dove ci sono vari stand con fiori e piante nonché quelli, data la contemporanea presenza del Taiji festival, che si occupano di discipline più o meno orientali tipo Tai Chi, Shatzu e giù di li. Qui potete rilassarvi e ritrovare il vostro equilibrio.

 

  

Fatto il punto della situazione, cominciamo a girare fra gli stand. Scopriamo, con una certa sorpresa, che praticamente tutto l'interno del Castello nonché la parte coperta sul retro sono invase da ogni sorta di articolo, dalle creme ai vestiti passando per pozioni miracolose e formaggi, tutto rigorosamente all'insegna del biologico. La tentazione di uscire da li con borse piene di creme anti età, tè dalle nobili virtù e cibarie dai sapori sopraffini è alta, ciò nonostante non sapendo scegliere evito di comprare. Anche perché gli stand sono senza pos.

Pranziamo allegramente accomodati nel parco sui gradini di una delle due arene, dove un signore che si è accomodato vicino a noi con la moglie ci chiede niente meno che il nostro parere sul futuro del mondo, Doc abilmente acconsente ma taglia corto con la sua abile oratoria, quindi ci spostiamo nell'altra arena dove ci riposiamo in attesa di una conferenza sulla farmacopea alla quale Doc vuole assistere. Giunte le 16 ci sediamo praticamente in prima fila, vista la poca affluenza, ed ascoltiamo. Interessante, a tratti un po' generica e a tratti un po' confusa, lascia un po' perplessi perché in un ora non solo non si è concluso granché ma gli argomenti sono stati poco sviluppati anche perché il relatore, sicuramente persona molto competente, in quanto a dialettica certo non eccelle.

Stanchi e provati, torniamo da Doc dove lasciamo lui e Andrea. Io e Leo ci ritroviamo invece a Seregno da Mucca & Bufala dove non solo ceniamo ma ci lustriamo gli occhi tra avventori, e camerieri vari che pare abbiano fatto un casting nello show room di qualche stilista. Ovviamente lo consiglio -hanno altre tre sedi nel milanese- sia per il cibo, per i prezzi e...per il personale, ovviamente.

Dopo cena facciamo due passi in centro, prendiamo un gelatino, lascio gli occhi su di un bel biondo straniero dalle curve mozzafiato, chiacchieriamo di lavoro e di futuro finché la stanchezza ci impone di rientrare.

E domenica a casetta a riposare. Non è proprio vero...sono uscito per l'aperitivo ma non vi dico con chi. :-P

5月1日

Tunga tunga!

No, non è il grido di un uomo delle caverne. O forse si...fatto sta che è il tormentone (ommioddio!) della nuova trasmissione del mercoledì di Mtv "Stasera niente Mtv" condotta da -udite udite- Ambra! Si proprio lei, che da quando le fu cucito addosso l'abito di "Non è la rai" praticamente non se l'è mai tolto e le calza ancora a pennello.

L'ho scoperta per caso grazie ad Atena (senza la "acca" ci tiene a sottolinearlo) ed ho deciso di dargli un'occhiata. Piuttosto demenziale, fra il serio e il faceto, ispirato ai varietà anni sessanta con due sigle ("Voglia, questa voglia" che trovate in fronte allo space e "Tunga tunga" che vi regalo qui sotto) da fare invidia a mamma Raffa quando cantava "..rosso un amore che non posso, ho comprato un gatto bianco, mi domando se ti manco, tante sere che non ballo, ho dipinto un quadro giallo, una camicetta rosa...".

 

    
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Lo spettacolino è tutto sommato ben allestito,  gli sketch sono anche molto divertenti; alcuni i volti noti, come il vj Cattelan, Francesco Renga e Omar Fantini, altri di meno come il bel Alessandro Sampaoli. Non mancano le versioni italiane di note canzoni del momento, un ospite chiamato "l'etero" al motto di "Etero non è una malattia!" o interviste -almeno tentate- all'ospite della serata.

 

    
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Da notare, di seguito, come inizia la canzone della Brittani. Non che il resto sia di alto profilo letterario.

 

    
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In conclusione possiamo affermare che il livello di assurdità è sufficientemente alto da poter esserne consigliata la visione a tutte le persone sopra i 10 anni anche mentalmente precarie.

Infatti mercoledì prossimo me lo vedo ancora.